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Non parlate di overtourism, ma di gestione dei luoghi affollati. 

Le mappe dei luoghi turistici sono una fonte di apprendimento non solo per i turisti, ma anche per gli studiosi o gli osservatori del fenomeno. Vi invito a recuperarne una (anche quella del vostro smartphone va bene) e fissare i luoghi colorati di giallo più o meno intenso. Cosa notate?

La prima cosa che balza agli occhi è che il luogo turistico occupa uno spazio (molto) più limitato del luogo geografico. Ad esempio, le nostre città d’arte hanno superfici turistiche ancora più piccole dei loro centri storici.

La seconda cosa – osservabile solo con Google Maps – è che alcune aree hanno colori che variano nel tempo. In altre parole, la densità di frequentazione degli spazi è un concetto dinamico, visto che cambia nel corso della giornata e dell’anno. 

Questa semplice osservazione ha il pregio di fare chiarezza su un punto essenziale nella gestione delle destinazioni turistiche. La maggior parte delle analisi basate sui tradizionali indicatori di densità turistica – sui quali si montano teorie, articoli e libri – sono inadeguate sia in termini di analisi preventiva del problema, sia come strumento di gestione.

La densità turistica è data dal rapporto tra il movimento turistico e il territorio che lo ospita.

Gli indicatori più ricorrenti utilizzano al numeratore il numero di pernottamenti dei turisti e al denominatore la superficie del territorio o il numero di abitanti. Anche assumendo che i sistemi di rilevazione statistica siano in grado di fornire stime precise e affidabili sul numero di pernottamenti, gli indicatori di densità turistica non considerano il fenomeno escursionistico.

Inoltre, nella maggior parte dei casi gli indicatori utilizzano al denominatore  superfici e livelli di popolazione attribuibili a unità amministrative (quasi sempre municipali) molto più grandi rispetto a quelle frequente per motivi leisure da turisti ed escursionisti. Infine, il dato viene riportato come unico ipotizzando una distribuzione omogenea del movimento turistico nei 365 giorni di un anno. In sintesi, i tradizionali indicatori di densità turistica non sono adatti a cogliere l’ampiezza e la variabilità spazio-temporale del fenomeno.

Il tema della gestione del sovraffollamento dei luoghi turistici va affrontato per quello che è, ossia utilizzando gli strumenti di analisi e le soluzioni per gli spazi affollati. In questo senso, le esperienze non mancano.

La vera difficoltà è trovare soluzioni cooperative per spazi e luoghi dove insistono diverse competenze ed interessi. 

Secondo capitolo la prossima settimana…

* © immagine di copertina Andri Wyss su Unsplash 

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